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Giornalismo e attivismo: chi può considerarsi un giornalista secondo Dan Gillmor


giornalismo attivista Dan Gillmor

Nel suo intervento al Festival del giornalismo 2015 di Perugia il giornalista statunitense Dan Gillmor (wikipedia) ci spiega perché i giornalisti devono essere attivisti. Secongo Gillmor si sa che obiettività, oggettività, neutralità sono sempre state le caratteristiche del giornalismo anglosassone, ma adesso si sta affermando anche in quel mondo sempre più il giornalismo attivista o il giornalismo di difesa, advocacy. Infatti

ci sono situazioni in cui dire la verità diventa un modo per attuare un cambiamento. Allora il giornalismo non è più neutrale, ma il solo atto di far conoscere certe verità nascoste diventa un atto politico, diventa una forma di attivismo.

Rimane vero giornalismo anzi si tratta di un nuovo giornalismo che rappresenta un aiuto perché i cittadini prendano le loro responsabilità, facciano le loro scelte liberamente, si svincolino dai condizionamenti che minacciano la libertà e i diritti dei cittadini. I vari poteri forti infatti riescono ad operare delle strozzature nella circolazione delle notizie e nella diffusione della verità dei fatti. Il controllo del potere sui media è una minaccia alla libertà di tutti.

Secondo Gillmor non solo l’attivismo sarebbe una nuova forma di giornalismo, ma tutti i giornalisti dovrebbero essere attivisti.

Chi fa giornalismo senza lottare per la libertà di espressione e di opinione, senza difendere i diritto dei cittadini di conoscere la verità non può chiamarsi un giornalista. Chi non si batte per l’accessibilità universale ai media, a internet, la cosiddetta neutralità della rete non è un giornalista. Quando wikileaks ha pubblicato le prime inchieste i poteri si sono coalizzati contro di loro, Paypal, MasterCard hanno chiuso la possibilità di pagare i giornalisti di wikileaks, se non ci si batte per il diritto di quei giornalisti di lavorare e di chiunque faccia inchieste scomode o venga censurato per il proprio prodotto giornalistico non si è giornalisti. Per la libertà è necessario l’attivismo. Il giornalismo non sopravvive se non c’è attivismo.

Non è faziosità il primo compito del giornalista è quello di vigilare per garantire la circolazione delle informazioni, la libertà di espressione, di associazione, di innovazione.

Il giornalista deve essere garante del diritto dei cittadini di informarsi e di conoscere la verità. Questo differenzia il giornalismo fazioso, di propaganda dal giornalismo attivista e dal vero giornalismo.

Il controllo ha un impatto misurabile sulla libertà di espressione, il controllo di massa uccide la libertà d’espressione, la cultura dell’innovazione. Chi viene censurato, condizionato non è più un giornalista libero e indipendente, ma viene ridotto ad un agente della propaganda. Ci sono punti di arresto per cui esiste la censura, il giornalismo non deve chiedere permesso, perché se non è libero non è più giornalismo. E’ necessario che i giornalisti prendano posizione in difesa della liberta. Per questo l’attivismo non è sempre attivare qualcosa ma è spesso fermare qualcosa, tipo la censura o il controllo e la sorveglianza di massa.

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Mi chiamo Roberta Marino sono scrittrice, developer, founder di makeblend.rocks. e della software house Zerokod.rocks. Sono anche Music Producer come Overblast Music ( Overblast.rocks ) e mi appassiona tutto ciò che è cambiamento e innovazione. @makeblendrocks @overblastmusic @zerokodrocks email: robertamarino270177@mail.ru