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Cos’è Sardex, la moneta dell’economia locale spiegata da Roberto Spanò in un intervento a Unindustria Bologna


Sardex la moneta dell'economia localeRoberto Spanò, amministratore delegato della startup Sardex, in un intervento a Unindustria Bologna ci spiega come è nato il progetto Sardex. Sardex, definito come la moneta dell’economia locale, è stata ideato all’indomani della crisi del 2008 per la bancarotta Lehman Brothers che costò 3.300 miliardi di dollari. La colpa di tale crisi può essere rintracciata nel ruolo che hanno avuto i derivati nel separare nettamente la finanza e l’economia reale. Infatti allora era come se gli operatori non avessero più la capacità di produrre, ma questo non era vero, l’operatore era in grado di produrre e c’erano acquirenti in grado di comprare, ma mancava la moneta, lo strumento di scambio.

La moneta serve ad agevolare gli scambi, venendo a mancare non sono più permessi gli scambi. Sardex nasce allora come strumento da affiancare alla moneta in caso di mancanza, una moneta complementare, un sistema che lavora sulla capacità di produrre ricchezza degli operatori.

Come funziona

Il sottostante della moneta è rappresentato dalla fiducia e dalla capacità di creare ricchezza.

Il sistema basato sulla fiducia funziona cosi, fa si che Tizio entra nel negozio di Caio e lo paga non in euro, ma in crediti che Caio ha fiducia di spenderli nella comunità. Questo meccanismo rende possibile una cosa: collegare la produzione di ricchezza al sistema locale.

Sardex è attivo dal 2010 e ha costituito una rete di operatori che si scambiano beni e servizi grazie all’unità di conto che si chiama appunto Sardex. La rete Sardex ora conta 3000 operatori e rappresenta una possibilità si scambio che si aggiunge agli scambi spesso impossibili in euro. Ad esempio un ristoratore che non riesce a collocare il suo tavolo vuoto in euro riesce a farlo in Sardex cioè ottenendo crediti spendibili in prodotti e servizi all’interno della rete Sardex. Questo circuito virtuoso permette di rigenerare la capacità produttiva inespressa, valorizzare l’economia locale e riconnettere gli operatori che non riuscivano più a scambiare tra loro mediante la circolazione imperfetta degli euro.

Chi entra nel circuito Sardex?

Sardex inizia come rete b2b, basata sullo scambio tra imprese, e poi si estende ai dipendenti delle stesse imprese, al terzo settore e presto anche i consumatori finali. Ogni iscritto possiede tre strumenti: una carta, un conto e una linea di credito a tasso zero.

L’elemento essenziale per alimentare la fiducia tra gli iscritti è che il circuito di credito si basa sul tasso zero secondo una teoria che risale a Keynes. Nel 1943 quando nella seconda guerra mondiale si delineavano già vincitori e vinti, si riunirono a Breton Woods i migliori economisti del mondo. Si confrontarono le tesi di White, Stati Uniti, che pensava che il nuovo sistema avrebbe dovuto basarsi sul dollaro e Keynes che prefigurava un sistema di scambio economico senza la moneta, attraverso lo scambio simmetrico tra creditori e debitori, che avevano un tetto entrambi oltre il quale non potevano andare, in modo da garantire la solvibilità dei debiti con assenza di interessi nelle due posizioni. Questo meccanismo è importante per creare legami comunitari. Questi sistemi di compensazione funzionano su base comunitaria e locale.

Qual è il volume degli scambi?

Nel 2014 gli iscritti hanno scambiato più di 30 milioni di crediti. Un credito vale un euro

E nel 2015 sono stati scambiati 31 milioni di crediti. Questi scambi non sarebbero avvenuti attraverso l’euro. Si tratta di 65 mila scambi definibili strette di mano, che si sommano come aggiunta agli scambi tradizionali in euro. Per realizzare questo sono necessari alcuni integratori e facilitatori che sono rappresentati da brokering, promozioni, eventi di network e tecnologia. Ci sono 12 addetti telefonici che sono in grado di mettere in connessione domanda e offerta. Ogni giorno attivano nuove connessioni tra operatori in un sistema di connessioni di massa. E’ importante l’integrazione dei dipendenti delle imprese nel circuito. Essi comprano di tutto: viaggi prodotti, istruzione per i propri figli, etc. Il circuito Sardex con il suo volume di scambi è un sostegno indiretto all’occupazione.

La velocità di circolazione dell’euro, secondo la stima Bce nel 2014 è stata di 1,5, mentre  Sardex ha raggiunto il 12,28 grazie anche al fatto che i crediti Sardex devono essere spesi subito.

Conclusioni

Sardex si è rivelato un circuito virtuoso e un contributo importate all’economia locale. Si sta cercando di replicare il modello Sardex in altre zone ad esempio in Emilia Romagna con la creazione del circuito Liberex. Si stanno facendo anche sperimentazioni per poter integrare nel circuito anche la pubblica amministrazione. L’AD Roberto Spanò, a chi gli dice che Sardex è un utopia, risponde che piuttosto si tratta di un eutopia cioè un mondo più felice anzicchè un non-luogo.

Per approfondimenti: http://www.sardex.net

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Mi chiamo Roberta Marino sono scrittrice, developer, founder di makeblend.rocks. e della software house Zerokod.rocks. Sono anche Music Producer come Overblast Music ( Overblast.rocks ) e mi appassiona tutto ciò che è cambiamento e innovazione. @makeblendrocks @overblastmusic @zerokodrocks email: robertamarino270177@mail.ru


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