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Bombardamento social su Muccino dopo il post contro il Pasolini regista


Bombardamento social su Muccino dopo il post contro il Pasolini regista

Il cineasta romano dà del “regista amatoriale” all’intellettuale scomparso 40 anni fa. La rete lo mette sulla gogna. Ma l’operazione social è riuscita

Un vecchio proverbio recita: “gioca con i fanti ma lascia stare i santi”. Ne sa qualcosa Gabriele Muccino che ha scatenato un vero e proprio putiferio social per aver toccato il mito di Pier Paolo Pasolini. In un post su Facebook il cineasta romano ha scritto di aver amato il Pasolini pensatore, poeta e giornalista ma di considerarlo un “regista amatoriale”.

“Ho sempre pensato che Pasolini regista fosse fuori posto, anzi, semplicemente un ‘non regista’ che usava la macchina da presa in modo amatoriale, senza stile, senza un punto di vista meramente cinematografico sulle cose che raccontava… – ha spiegato – In quegli anni aprì involontariamente le porte a quella illusione che il regista fosse una figura e un ruolo accessibile a chiunque, intercambiabile o addirittura improvvisabile.. Non basta essere scrittori per trasformarsi in registi. Così come vale anche il contrario. Il cinema Pasoliniano aprì le porte a quello che era di fatto l’anti cinema in senso estetico e di racconto. Il cinema italiano morì di lì a pochissimi anni con una lunga serie di registi improvvisati…” L’argomento è diventato subito virale e Muccino è stato messo alla gogna da intellettuali e comuni cittadini, legati al ricordo di Pasolini. Lo dimostra l’analisi che abbiamo effettuato.

GOOGLE TREND

In queste la parola “Muccino” è tra le più ricercate su Google. Nel giorno in cui il post incriminato è stato pubblicato (il 3 novembre) la mole ha toccato il valore di 73 (Google Trend prevede un massimo di 100). Mentre il 4 novembre, sull’onda della tempesta mediatica scatenata da giornali e televisioni, si è raggiunta quota 100. Numeri che superano quelli legati alla parola “Pasolini” che ha raggiunto l’apice il 1 novembre (alla vigilia del quarantennale dell’omicidio), mantenendosi, nei giorni successivi, in valori compresi tra 4 e 71. Il 4 novembre, poi, il tag riferito al cognome dell’intellettuale raggiunge al massimo quota 18. Ciò conferma che Muccino viene considerato il vero protagonista dell’argomento, mentre PPP assume un ruolo di mera controparte. Insomma se l’intento del regista de “La ricerca della felicità” era calamitare su di sé l’attenzione a danno del collega scomparso l’operazione è perfettamente riuscita.

TWITTER

La conferma di quest’ultimo aspetto è confermata da Twitter, con l’hashtag #muccino che è finito nei topic trend italiani, dove invece non c’è traccia di #pasolini. La parola chiave ha viaggiato a ritmi elevati, venendo inserita in circa 256 tweet l’ora. L’account del portale “Giornalettismo” è stato il top influencer a tweettare l’argomento. Lo hanno seguito il blogger Fran Altomare, il popolare account fake di Vujadin Boskov, TT Mobile e Coming Soon. Tra le parole più associate all’hashtag ci sono “pasolini” e “regista”. Il sentiment generato dalle affermazioni di Muccino è negativo, a tratti sdegnato. La maggior parte degli utenti criticano il regista romano per il tentato “sacrilegio”. Alcuni si lanciano in paragoni tra i “capolavori” pasoliniani e i “blockbuster” di Muccino (come l’ultimo “bacio”). Non manca l’ironia. L’assalto social è arrivato all’autore del post che commenta sferzante dal suo profilo: Tutti in fila….uno due, uno due…. e chi non la pensa come voi, olio di ricino. Ma per favore, popolo di… http://fb.me/6TnQkqWlw

Fonte: Luca La Mantia http://www.ilsocialpolitico.it

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Mi chiamo Roberta Marino sono scrittrice, developer, founder di makeblend.rocks. e della software house Zerokod.rocks. Sono anche Music Producer come Overblast Music ( Overblast.rocks ) e mi appassiona tutto ciò che è cambiamento e innovazione. @makeblendrocks @overblastmusic @zerokodrocks email: robertamarino270177@mail.ru