Tecnologie e nuovi linguaggi

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Cos’è il giornalismo narrativo e 10 consigli per chi vuole intraprendere la professione di giornalista


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M@gm@, rivista internazionale di scienze umane e sociali, ha dedicato un intero numero e un seminario tenuto al Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, ad una delle nuove forme emergenti del giornalismo. Se i giornali sono in crisi, infatti, non lo è il giornalismo, che si evolve di giorno in giorno diversificando il suo linguaggio, i suoi strumenti e le sue forme espressive. Nel contesto della continua evoluzione delle forme giornalistiche si inserisce il giornalismo narrativo.

Cos’è il giornalismo narrativo?

La giornalista de La Sicilia e curatrice della rivista M@gm@ Rossella Jannello ne parla come l’ultima scommessa del giornalismo, definito come ‘long-form journalism’, ‘new journalism’ o ‘non fiction’ e in Italia anche ‘reportage narrativo’ o ‘giornalismo delle storie’. E’ un tentativo di ridare diritto di cittadinanza all’emozione, riportare il cuore nell’analisi di tutto, secondo le parole del giornalista Tiziano Terzani ‘C’è bisogno di riportare il cuore nella vita’. Molto significativo in questo senso l’intervento del Consigliere Nazionale Fnsi Luigi Ronsisvalle che ha proposto una sua testimonianza di lavoro.

Cosa è e cosa non è giornalismo narrativo?

Si tratta di trasformare la notizia in esperienza – secondo Federico Badaloni, giornalista e architetto dell’informazione per il gruppo L’Espresso – e un nuovo metodo di indagine della realtà e ricerca della verità dei fatti, capace di andare oltre il fatto stesso, come spiega lo stesso Tiziano Terzani con queste parole: ‘il giornalismo per me è stato importantissimo ma è stata una fase della mia vita, è stata la fase in cui cercavo la verità nei fatti, e poi a forza di cercare questa verità nei fatti mi sono reso conto che i fatti me la nascondevano a volte e che c’era un livello di verità al di là dei fatti, c’è una cosa più vera di tutti i fatti che al giornalismo non interessava, ed è così che cercavo la verità nei fatti, allora non è che sono diventato matto, cerco sempre quella verità, la cerco da altre parti, non so se la trovo, ma soltanto il cercarla in maniera diversa da come ho fatto prima mi dà una grande soddisfazione’. Come ha fatto notare il giornalista Orazio Vecchio al seminario, la narrazione che affonda la sua analisi nel territorio dell’emozione e nell’aspetto umano della vicende di cronaca, deve attenersi alla verità dei fatti, approfondirla piuttosto questa verità, andando dietro le apparenze e gli stereotipi, per sviscerarne significati ed esperienze celati dietro i meri dati oggettivi. Senza l’attinenza e la tensione verso la verità amplificata dall’emozione, piuttosto che diminuita, non sarebbe più giornalismo. Infatti non è certamente giornalismo narrativo, la narrazione di eventi in cui il giornalista chiede e spesso addirittura paga il protagonista per dire o non dire qualcosa, per sfociare in un pianto ad un certo punto del suo racconto. Queste pratiche sono fiction piuttosto che giornalismo e si allontanano anche dal territorio dell’onestà e della deontologia professionale. Come fa notare in un suo intervento scritto la giornalista Samantha Viva ‘il limite del giornalismo oggi è pensare il lettore come un cliente a cui vendere notizie per intrattenerlo’.

Come è nato il giornalismo narrativo?

La giornalista Rossella Jannello fa notare che si può parlare della nascita di questa forma giornalistica col passaggio dalle vecchie cinque W (who, what, when, why, where) alle nuove cinque C (context, conversation, curation, community, collaboration). Il direttore di M@gm@ Orazio Maria Valastro ne individua la genesi alla fine dell’ottocento come rileva Marco Pratellesi nel suo lavoro dedicato al New journalism, alle teorie e alle tecniche del giornalismo multimediale, indicando la stagione di un giornalismo attento alle storie inaugurata dal World di Joseph Pulitzer (1883) e dal Journal di William Randolph Hearst (1895). Poi il direttore Valastro segnala il giornalista Serge July, tra i fondatori del quotidiano Liberazione che ha diretto dal 1973 al 2006, che testimonia nel suo libro Dictionnaire amoureux du journalisme il contesto storico e politico degli anni Sessanta e Settanta, nel quale si sperimentava in modo più diffuso la pratica di un nuovo giornalismo.

Quali sono gli esempi più recenti di giornalismo narrativo?

Nel numero della rivista M@gm@ dedicato proprio a tale forma giornalistica sono raccolte molte appassionanti storie secondo questa metodologia e pratica di scrittura, e non mancano grandi nomi, secondo la Jannello, che si possono associare al giornalismo narrativo: oltre il già citato Tiziano Terzani, anche Oriana Fallaci o lo stesso Saviano con il suo Gomorra, che come spiega sempre la Jannello ‘è costruito su fonti ufficiali scritte e orali come verbali, dibattiti, carte di polizia, interviste, soggiorni immersivi nei territori della camorra, producendo quindi un connubio perfetto tra letteratura e giornalismo’.

Conclusioni e 10 consigli per chi vuole intraprendere la professione di giornalista

Qualunque sia la forma giornalistica più adatta alle proprie capacità e attitudini, possiamo concludere questa descrizione del giornalismo narrativo con 10 consigli del giornalista Giuseppe Vecchio ai giovani che vogliono intraprendere questa professione:

1) portare avanti la narrazione giornalistica in modo sereno e disteso senza troppa tensione perché trasmette ansietà al lettore
2) arrivare subito al dunque senza troppi preamboli e premesse
3) scegliere la semplicità come forma espressiva
4) Collocare i fatti per dare una presentazione completa degli avvenimenti
5) Essere brevi
6) Essere precisi
7) Prestare attenzione all’esattezza nella stesura del testo
8) Essere comprensibili
9) Essere buon mediatore tra la notizia, i fatti, il pubblico, il giornale
10) Fare proprio l’argomento di cui si scrive o si tratta in forma multimediale perché il giornalista deve capire prima lui ciò di cui parla per poterlo far capire agli altri.

Per approfondimenti: la rivista m@gm@ dedicata al giornalismo narrativo http://www.magma.analisiqualitativa.com/1301/index.htm

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Mi chiamo Roberta Marino sono scrittrice, developer, founder di makeblend.rocks. e della software house Zerokod.rocks. Sono anche Music Producer come Overblast Music ( Overblast.rocks ) e mi appassiona tutto ciò che è cambiamento e innovazione. @makeblendrocks @overblastmusic @zerokodrocks email: robertamarino270177@mail.ru


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