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Non la croce santifica, ma la rassegnazione alla Mia Volontà santifica la croce


Stavo pensando al mio povero stato e come anche la croce è sbandita da me, e Gesù nel mio interno mi ha detto:

“Figlia mia, quando due volontà sono opposte tra loro, una forma la croce dell’altra; così tra me e le creature: quando la loro volontà è opposta alla mia, io formo la croce loro e loro la croce mia, sicché io sono l’asta lunga della croce e loro la corta, che incrociandosi formano la croce. Ora quando la volontà dell’anima si unisce con la mia, le aste non restano più incrociate, ma unite tra loro, e quindi la croce non è più croce; hai capito? E poi io santificai la croce, non me la croce, sicché non è la croce che santifica, è la rassegnazione alla mia Volontà che santifica la croce; onde anche la croce tanto di bene può operare per quanto connesso tiene con la mia Volontà.

Non solo ciò, la croce santifica, crocifigge parte della persona, ma la mia Volontà non risparmia nulla, santifica tutto e crocifigge i pensieri, i desideri, la volontà, gli affetti, il cuore, tutto, ed essendo luce, la mia Volontà fa vedere all’anima la necessità di questa santificazione e crocifissione completa, in modo che essa stessa m’incita a voler compiere il lavorio della mia Volontà su di lei. Sicché la croce, le altre virtù, purché abbiano qualche cosa si contentano e se possono inchiodare la creatura con tre chiodi ne menano trionfi; invece la mia Volontà non sapendo fare opere incomplete non si contenta di tre chiodi, ma di tanti chiodi per quanti atti di mia Volontà dispongo sulla creatura”.

Luisa Piccarreta

Libro di Cielo – Volume 11° Novembre 18, 1913 (66)

Gesù a Luisa Piccarreta nelle 24 ore della Passione (ora ventitreesima -riflessioni e pratiche)

Gesù, dopo la sua morte, volle che per nostro amore fosse ferito da una lancia. E noi, ci facciamo ferire in tutto dall’amore di Gesù? Oppure ci facciamo ferire dal­l’amore delle creature, dai piaceri e dall’attaccamento a noi stessi? Anche le freddezze, le oscurità, le mortificazioni interne ed esterne sono ferite che il Signore fa al­l’anima. Se non le prendiamo dalle mani di Dio, ci feria­mo da noi stessi, e le nostre ferite accrescono le passioni, le debolezze, la propria stima e, in una parola, ogni male. Invece se le prendiamo come ferite fatte da Gesù, in queste ferite egli ci metterà il suo amore, le sue virtù, la sua somiglianza, che ci faranno meritare i suoi baci, le sue carezze e tutti gli stratagemmi d’un amore divino. Queste ferite saranno voci continue che lo chiameranno e lo costringeranno a dimorare con noi continuamente.

O mio Gesù, la tua lancia sia la mia guardia che mi difenda da qualunque ferita delle creature.

Gesù si fa deporre dalla croce nelle braccia della Mamma. E noi, deponiamo nelle mani della nostra Mamma tutti i nostri timori, i nostri dubbi, le nostre ansie? Gesù riposò nel grembo della divina Madre. E noi, facciamo riposare Gesù, allontanando i nostri timori, le nostre agitazioni?

Mamma mia, con le tue mani materne togli dal mio cuore tutto ciò che possa impedire che Gesù riposi in me.

( Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C.

Gesù, morto, è trapassato dalla lancia e deposto dalla croce.

VENTITREESIMA ORA

dalle 3 alle 4 del pomeriggio )

Catechesi sulla croce con Gesù

C’è una cosa che non dobbiamo mai dimenticare, e cioè che il Signore conosce ogni singolo frammento di ciò che viviamo* . Ogni centimetro delle nostre gioie e dei nostri dolori Egli lo conosce. Per questo quello che viene detto nel Vangelo di oggi è detto senza romanticismo e con molta cognizione di causa: “ _Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo”._ 

Gesù sa di quanto bisogno abbiamo che qualcuno ci accolga nella nostra stanchezza e oppressione. 

Troviamo troppo spesso maestri, giudici, esperti, ma nessuno disposto ad accoglierci semplicemente così come siamo e per quello che stiamo vivendo. 

 *Tutti sanno come noi dovremmo vivere, quello che dovremmo fare, chi dovremmo essere, ma Gesù non si pone così nei nostri confronti:*  _“Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre; poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero”._  

Egli è Colui che dice: porta con me quello che stai vivendo. Smetti di portarlo da solo. 

Non caricarti di tutto il peso del mondo come se tu potessi portarlo. 

Porta il peso della vita con me e alla mia maniera. 

Sii mansueto e umile, cioè non trasformare la tua stanchezza e oppressione in rabbia. Invece accoglila. 

Fai spazio anche a questa parte della vita che non conviene. 

Sii umile, cioè concreto, con i piedi per terra, senza pensare di dover risolvere tutto. E questo è possibile solo se ti ricordi che non sei solo. Che Lui è con te. Che Lui è nella tua stessa oppressione, angoscia, stanchezza. *Solo quando una croce la portiamo con Lui allora ci santifica. Diversamente tira fuori solo il peggio di noi. Ci danna. Ci uccide* . 

È questo forse il segreto del cristianesimo: Gesù non promette la liberazione da ciò che ci opprime, ma la certezza che non siamo soli mentre ne portiamo il peso. Solo così ciò che sembra insormontabile diventa leggero. 

In pratica l’immensa lezione del buon ladrone, che morendo della stessa morte di Gesù, usa gli ultimi respiri per dire solo “ricordati di me”.    (Mt 11,28-30) 


Per approfondimenti su Luisa Piccarreta e il dono della Divina Volontà consulta i seguenti link:

Luisa Piccarreta Official website

Alcuni scritti scelti di Luisa Piccarreta

Le Ore della Passione audio

Le Ore della Passione download pdf

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Mi chiamo Roberta Marino mi appassiona tutto ciò che è cambiamento e innovazione. @makeblendrocks @overblastmusic @zerokodrocks email: robertamarino270177 [at ] mail.ru


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